Feb 05

Pantelleria

  • Location: Pantelleria maggio 2007
  • Resoconto del viaggio redatto da: Mariella delle Monache - BV Viterbo

Questa volta l'aspettativa era un'incognita, un'isola piccola e poco conosciuta, tanto vicina a noi ma tanto piu vicina alla cultura tunisina, che da un punto dell'isola in giornate limpide è visibilissima.
Partiamo in orario da Roma Fiumicino con un 737 della Blue Panorama, in accordo con la Distal la quale ci ha organizzato questo educational; il personale di bordo ci dimostra da subito cortesia ed accoglienza (sara' stata disinteressata?) . A bordo un'infinita' di snack e bevande, buono il catering. Ci dicono che la manutenzione dell'aereomobile è gestita dalla Lufthansa Technick, quindi siamo sicuramente in buone mani. Insieme a noi consulenti di viaggio, personaggi di ogni genere, giornalisti, assistenti e promoter della Distal, il direttore della Blue Panorama Pecci Franco con a seguito alcuni dei suoi assistenti principali, e tanti promoter di vari Tour Operator.
Sorvoliamo Trapani e poco dopo si intravede questa isola, certamente non molto ricca di verde. Ci dicono che in nave da Trapani si impiegano circa 5 ore e mezza per arrivare; il pilota comincia a planare, ci fa vedere tutta l'isola compresa la pista di atterraggio, poi dopo capiamo il perche': la pista ha una lunghezza pari a 32 volte la lunghezza del nostro aereo (48 mt) la quale termina "meravigliosamente" nelle spendide acque del mediterraneo. Quando iniziamo la fase di atterraggio si sente che l'aereo sforza particolarmente per accentuare la frenata, vista la lunghezza poco sufficiente per un aereo di tali dimensioni. Molto rumore, ma un felice atterraggio.
Iniziamo il disbrigo delle pratiche aereoportuali, piuttosto rapide in un aereoporto cosi piccolo (ex aereoporto militare, in parte ancora oggi).
Si vede subito che c'è stata un'influenza araba e mussulmana sull'isola, dalle abitazioni piccole e basse, a cupola, bianche quelle dipinte, altrimenti tutte di pietra scura tipica di un'isola vulcanica che mischiata e battuta con la calce rende le abitazioni molto fresche in estate dove il caldo arriva anche a 50 gradi, infatti sia nell'entroterra sia sulla costa numerose abitazioni tipiche dette "Dammusi", vengono affittate ai turisti per vivere in pace e relax le bellezze del posto. Ci spiegano inoltre che queste cupole hanno un loro scopo: non essendoci acqua sull'isola, praticamente viene raccolta la pioggia in dei canali intorno a queste cupole, quindi finisce in cisterne dove con filtri e quant'altro sfruttano l'acqua per tutte le loro esigenze. Infatti ovunque sull'isola è segnalata la preziosita' dell'acqua e di evitarne inutili sprechi.
Durante il transfer in hotel gia' iniziamo a scoprire le bellezze di questo posto, la sua natura selvaggia e incontaminata, un po' desertica, quasi lunare in certi punti dove la lava dell'ultima eruzione (1891) ha lasciato evidente il suo arrivo, eh gia', perche non è scesa da uno dei suoi crateri, ma è fuoriuscita dall'acqua, ingrandendo persino la parte est dell'isola. Quindi in alto si vedono boschi verdi, man mano che si scende con lo sguardo si trovano notevoli terrazzamenti dove i panteschi coltivano viti ed ulivi che sono il punto di forza del commercio, come il passito, vino dolce da dessert che accompagnato a dolcetti resta incredibile al palato o le olive e i capperi che usano mettere in quasi tutte le loro pietanze. Buona è anche la pesca di polipi e pesci da fare alla griglia. La particolarita' di queste coltivazioni è che sono tutte molto, ma veramente molto basse, circondate da un muro di pietra lavica, praticamente è l'unico posto al mondo dove per raccogliere uva ed olive bisogna abbassarsi. Poi ho capito il perche'; la nostra isola è anche chiamata "la venere del vento", raffiche continue di vento brucerebbero tali piante se non fossero riparate dai muretti alti circa 1 metro.
Arriviamo finalmente in hotel, noi agenti di viaggio soggiorniamo tutti al Suvaki Village, bella struttura (4 stelle) composta da appartamenti dislocati intorno alla zona piscina bar, dove un saliscendi di scalinate portano alle camere, alcune con una splendida vista sul mare dove il bianco delle onde si infrange sul nero delle pietre laviche, meraviglia allo sguardo; una piccola scalinata (con attraversamento stradale) ci consente di arrivare sulla riva, pur non essendo il villaggio direttamente sul mare, dove ovviamente un tuffo in acqua è possibile solo attraverso una passerella e per chi è un buon nuotatore, l'acqua è subito piuttosto profonda. L'unico neo dell'isola è la totale assenza di spiagge, per cui la destinazione è da non consigliare a famiglie con bambini piccoli e persone anziane, o per lo meno metterle a conoscenza di tale realta'.
Durante un'escursione andiamo in pulman (un complimenti all'autista va assolutamente dato, per la difficolta' nel guidare in queste piccole e tortuose strade) nell'entroterra ed arriviamo sulla sommita' di un cratere dove si è formato un laghetto dai colori straordinari che vanno dal bianco, al celeste, al blu' profondo, il tutto immerso nel verde delle pareti del cratere; scendiamo fino alla riva e realizziamo di stare in un piccolo paradiso caraibico, verrebbe voglia di bagnarsi ache se la temperatura esterna non lo consenta ancora. Le acque sono miste a sorgenti sulfuree, i fondali sono ricchi di zolfo che permettono ai bagnanti di fare degli impacchi rigeneranti. Altre sorgenti e grotte naturali sono presenti sull'isola, ma non riusciamo a visitarle, i tempi sono limitati.
Per il pranzo ci portano in una cantina di vini famosissima, chiamata "Donna Fugata" dove ci vengono offerti assaggi di vini bianchi e rossi strepitosi con del pesce cotto alla griglia e insalate ricche di olive e capperi, infine il famoso passito con i tozzetti ci fanno vivere e godere appieno questo luogo e le sue usanze.
Di nuovo si riparte per un giro al porto dell'isola, Pantelleria centro, dove facciamo una passeggiata alla scoperta di resti storici e monumenti, davanti ai negozi di souvenir notiamo delle pietre nere e lucide utilizzate per realizzare bellissimi gioielli, la pietra si chiama Ossidiana e naturalmente è ricavata dalla pietra lavica.
Insomma, sara' la novita', ma tutto ci affascina e riempie gli occhi, i residenti e coloro che lavorano nelle strutture ricettive dell'isola sono cordiali e guardano il turista con occhio "languido", anche il Sindaco di Pantelleria,  grazie anche a iniziative tipo quelle di Blue Panorama che facendo tratte dirette sull'isola facilita l'arrivo di turisti, sta creando un consorzio di strutture con prezzi veramente concorrenziali per incentivare lo sviluppo commerciale e turistico a Pantelleria.
Nella speranza di aver trasmesso le mie emozioni scoprendo questo angolo di mondo, dò l'arrivederci alla prossima "relazione".

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