Nepal, profumi e colori di un viaggio dell’anima

Tutte facilmente raggiungibili nonostante il traffico caotico creato da taxi sovraffollati, automobili, pedoni e biciclette che dividono le carreggiate con scimmie e cani randagi.
Il Pasupatinath è famoso in tutto il mondo per le cremazioni. Ogni giorno dell’anno, dall’alba al tramonto, su una serie di pire vengono bruciati i corpi dei defunti, le cui ceneri vengono disperse nelle acque del Bagmati, affluente del sacro Gange. Chiunque può accedere al tempio: gli induisti gratuitamente, i fedeli di ogni altra religione a pagamento. Tutt’intorno, gli ambulanti vendono collane di fiori, cocco e polveri colorate: il necessaire per le offerte ai defunti.
Il tempio delle scimmie, invece, regala, a chi riesce a salire la ripida scalinata che lo precede, una vista mozzafiato su tutta la città da gustare in un’atmosfera incantata d’altri tempi.
Allontanarsi dalla capitale significa lasciarsi alle spalle tutti i simboli della vita urbana per perdersi in un mare di colori scintillanti e profumi inebrianti. Il primo villaggio in cui vale la pena fermarsi è Patan, famoso per gli edifici in pietra rossa e l’artigianato. A seguire, Bhaktapur, sito dichiarato patrimonio comune dell’umanità dall’Unesco, noto per la produzione artigianale di carta e oggettistica in terracotta. Da lì, in appena sei ore di macchina (che passano quasi inosservate grazie alla bellezza del paesaggio circostante), si arriva al Chitwan National Park. Per sfruttare in tutto e per tutto la bellezza della visita al parco nazionale, è consigliabile fermarsi almeno una notte. Da non perdere il safari nella giungla sul dorso degli elefanti, per osservare, dall’alto, cinghiali, caprioli, scimmie, tigri e rinoceronti nel loro habitat naturale. Una volta smontati dal pachiderma, l’avventura nella giungla continua in canoa, alla ricerca dei coccodrilli che affollano le rive dei fiumi Rapti e Narayani.
L’ultima tappa, prima di rientrare a Katmandu, è Pokhara, villaggio che sorge sulle rive di un lago e punto di partenza per le spedizioni sull’Annapurna, una delle vette principali della catena himalayana.
Fonte: claudia astarita - blog.panorama.it - licenza Creative Common “attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo”, il cui testo è disponibile all’indirizzo http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/it/deed.it




