Malta: l’isola dei cavalieri, quella che non ti aspetti

Perché conosci i maltesi, gente semplice e cordiale. Perché conosci Malta, nei suoi aspetti più intimi e riservati, nei suoi tesori nascosti. Un’isola che cambia a vista d’occhio. In continuo cantiere verso la modernità. Per restare al passo con l’Europa, senza per questo dimenticare le proprie radici. Andare oggi a Malta è vedere i suoi contrasti. I suoi sforzi. I cambiamenti nell’architettura, nello sviluppo, nella cultura.
Malta è un concentrato di settemila anni di storia. L’isola attraversò un periodo d’oro nel neolitico, dimostrato da importanti testimonianze di misteriosi tempi megalitici: i resti di Mnajdra o il complesso di Hagar Qim. Per l’isola sono passati fenici, greci, cartaginesi, romani, arabi e normanni, angioini e aragonesi. Regno dell’Ordine sovrano dei Cavalieri, conquistato da Francia e Inghilterra, Malta è stata un ponte tra culture, tradizioni e lingue diverse. Ruolo che gioca ancora oggi. Se Malta è un gioiello artistico e architettonico, lo si deve proprio all’Ordine ospedaliero dei Cavalieri di San Giovanni. Furono i cavalieri a fondare l’elegante e inespugnabile Valletta. Furono loro a chiamare artisti di fama internazionale a lasciare preziose opere. Nella co-cattedrale di San Giovanni e nel museo a essa collegato si possono ammirare due capolavori di Caravaggio: la decollazione di San Giovanni il Battista e San Gerolamo. Nell’edificio religioso altri imperdibili “pezzi”: come il pavimento ricoperto da 375 lapidi dedicate ai cavalieri, realizzate in marmi policromi.
Il cuore pulsante dell’isola è fra i centri di Valletta, Vittoriosa, Sliema, St.Julian’s, dove sono concentrati gli alberghi e i locali che d’estate scoppiano di giovani. Ma anche fuori stagione, è in queste città che si vive l’aspetto più vivace. È qui che con le scuole d’inglese, nei mesi più freddi, s’incontrano i giovani stranieri. In particolare giapponesi e tedeschi. Il clima è sempre mite ed è possibile sempre prendere un caffè e una torta all’aperto. Lungo la marina di Sliema, da segnalare il “Misto”. A St. Julian’s la movida maltese offre moltissimi locali per gustare piatti di pesce, dove le spezie sono un ingrediente essenziale. Il più “in” è la Dolce Vita, un omaggio al maestro Fellini, a testimonianza del forte legame con gli italiani. Interessante anche il “Bianco’s” dove si può gustare una zuppa di polipo davvero speciale. E per gli amanti di carte da gioco e roulette, si può fare una puntatina allo storico casinò Dragonara. A Valletta, la trattoria di riferimento è Rubino, nel cuore della città, dove si magnificano i piatti della tradizione (il coniglio soprattutto). Dopo un giro di shopping in Repubblica street si consiglia una sosta al “Maestro è fresco” in South Street per un aperitivo o un tè: ambiente caldo con ottimi stuzzichini, gestito dalla nipote di un maestro d’orchestra veneziano che si trasferì a Malta per scrivere e suonare la sua musica. Una passeggiata merita sicuramente l’area del porto, a due passi dal Museo marittimo, completamente recuperata. Qui attraccano le navi crociere, qui ormeggiano yacht di gran lusso, ma può capitare di incrociare anche la nave di GreenPeace che opera sul Mediterraneo.
Tornando all’aspetto più culturale, alla scoperta dei tesori dell’isola, a Valletta merita una visita il Palazzo presidenziale con le sale sapientemente affrescate e che raccontano la storia di Malta e i valori che ne hanno segnato le scelte. Risalendo da Merchants Street, con le facciate dei palazzi caratterizzate dalle finestre tipiche maltesi, le gallarijas, si arriva in una piazzetta da cui si accede all’Upper Barraca Gardens, terrazza sul mare che regala una vista mozzafiato di Valletta, Forte St. Angelo, Senglea e Vittoriosa. Spostandosi dalla costa e andando verso l’interno, troviamo la capitale storica e culturale dell’isola: Mdina. Si accede da una elegante porta barocca, la Main Gate. Qui c’è la cattedrale di San Paolo e qui ha sede l’arcivescovado. Passeggiare per i suoi vicoli dà un’emozione particolare. Come proiettati in un’altra dimensione. Ma non si può parlare di un’isola senza citare il suo mare. Le sue spiagge, sabbiose e rocciose, che si alternano a nord di St. Andrew’s, verso Bugibba e poi a ovest lungo la baia di Gneyna. Il bagno adesso è un po’ azzardato, anche se non mancano i “coraggiosi”, ma lo spettacolo è assicurato. Suggestive sono le saline, lungo la costa, con rocce segnate da solchi e vasche che regalano effetti unici. Da non perdere il giro in battello fra le cavità e le insenature attorno alla Grotta Azzurra.
Per conoscere la Malta che non ti aspetti, si gira rigorosamente in pullman. Uno spaccato della società è rappresentato proprio da questi caratteristici bus gialli, con forti cromature, dai sedili piccoli, e dall’andare stentato. Salirci è come entrare in un mondo a sé. L’autista non è un dipendente della compagnia dei trasporti, ma è il proprietario del bus. Un bus-taxi personalizzato, senza porte (l’effetto vespa è assicurato!), con un salire e scendere di turisti, di studenti, che si mischiano ai maltesi. Ai maltesi che lavorano, che si spostano fra le piccole città, nelle campagne. Visi che parlano e narrano storie secolari. E dove s’incrociano i volti di immigrati che qui si sono arenati con le loro speranze e da qui stanno cominciando una nuova vita di integrazione. Così la fermata dei pullman, alla Porta di Valletta, diventa un’esperienza che ci fa entrare nel cuore dell’isola e dei suoi cavalieri. Di ieri, di oggi.
Fonte: giuseppe.matarazzo - blog.panorama.it
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